Cosa sono i processi post stampa
I processi post stampa sono le lavorazioni di finitura applicate ai pezzi dopo la stampa 3D, per portarli dall’aspetto “grezzo” di macchina al risultato estetico e funzionale richiesto. Quasi nessuna tecnologia additiva restituisce un pezzo già pronto all’uso: righe di strato, superfici porose, punti di attacco dei supporti e colori di base neutri sono la norma — ed è proprio su questi aspetti che intervengono le finiture.
Le lavorazioni principali
Le più comuni, spesso combinate tra loro in sequenza, sono:
- Sabbiatura — un getto di micro-granuli uniforma la superficie, rimuove la polvere residua (tipico su SLS e MJF) e conferisce un aspetto opaco omogeneo.
- Levigatura e carteggiatura — attenuano o eliminano le righe degli strati, preparando il pezzo alla verniciatura.
- Verniciatura e laccatura — danno colore, protezione e finitura desiderata (opaca, lucida, soft-touch), di norma previa applicazione di un primer.
- Tintura — immersione in un bagno di colore assorbito in profondità, particolarmente efficace sui pezzi porosi in nylon.
- Metallizzazione — deposizione di uno strato metallico per estetica (effetto cromato) o funzione (schermatura EMI, conducibilità).
- Incollaggio e assemblaggio — unione di più componenti stampati separatamente per superare i limiti di volume o semplificare le geometrie.
Quando servono
La finitura si sceglie in base ai requisiti del pezzo. Un prototipo estetico o un modello di presentazione richiede levigatura e verniciatura per nascondere gli strati; un componente funzionale può richiedere metallizzazione per conducibilità o schermatura, oppure incollaggi per l’assemblaggio; le parti in nylon SLS passano spesso da sabbiatura e tintura per un aspetto uniforme. Non tutti i pezzi, però, vanno rifiniti: dove conta solo la funzione, la superficie grezza di stampa è spesso già sufficiente, e ogni lavorazione aggiuntiva va valutata rispetto al risultato che deve garantire.
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